Cremazioni Tiburtina
Questa scheda è stata visualizzata 654 volteLe Cremazioni Tiburtina è un processo mediante il quale, il corpo viene trasformato in cenere, non è solo un rito antico, ma è anche il più moderno, perché rappresenta una efficace soluzione ai problemi territoriali, igienici e urbanistici.
E’ un rito universale, uguale per tutti, che evita l’impietoso disfacimento al nostro corpo e tutela le esigenze igieniche e ambientali delle società moderne. Viene effettuata in strutture autorizzate, a Mantova l’impianto si trova al cimitero di Borgo Angeli ed è praticata nel pieno rispetto della dignità del defunto e delle famiglie. La cremazione è possibile se: il defunto è iscritto a una Società che abbia tra i propri fini la cremazione; il defunto ha lasciato un testamento (anche olografo) dal quale risulti la sua volontà a essere cremato; in questo caso il testamento deve essere depositato presso un notaio che provvede alla pubblicazione; il coniuge, o in mancanza i parenti più prossimi, dopo il decesso rilascia una dichiarazione scritta confermando la volontà alla cremazione espressa in vita dal defunto.
A cremazione avvenuta, come previsto dalla legge regionale, le ceneri possono essere: tumulate in manufatto in concessione (loculo, anche se già occupato da una salma, cappella, tomba di famiglia, ossario); affidate a un familiare per la custodia in abitazione; disperse in natura o nel pozzo cinerario del cimitero di Borgo Angeli (solo se tale volontà è stata lasciata per iscritto dal defunto La cremazione può essere utilizzata anche in caso di salme non mineralizzate, rinvenute a seguito di esumazioni o estumulazioni. La cremazione dei resti avviene, su richiesta dei familiari aventi titolo, con le stesse modalità. La congregazione vaticana per la Dottrina della fede chiarisce, in un’istruzione pubblicata oggi, che non è permessa la dispersione delle ceneri dei defunti “nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo” né la loro conversione “in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”, e, ribadendo “le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi” ricorda che per la Chiesa da decenni la cremazione del cadavere “non è vietata” poiché “non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo”.
Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista”, si legge nell’istruzione dell’ex Santo Uffizio, “non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione.
Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana – conclude l’istruzione – si devono negare le esequie, a norma del diritto”. Seguendo “l’antichissima tradizione cristiana”, l’istruzione vaticana che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro. Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte, l’inumazione è innanzitutto la forma più idonea per esprimer” raccomanda insistentemente e la fede e la speranza nella risurrezione corporale”.
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